Archive for February, 2007

[Carpe Diem…]


28 Feb

ovvero

Il mio rapporto con l’AEM non è iniziato nel migliore dei modi

ovvero

la simpatia dei lavoratori delle istituzioni comunali

ovvero

oggi passerà alla storia come *il giorno in cui dovevano attaccarmi il gas e nonostante io abbia aspettato un’ora e mezza il tecnico si è presentato negli unici 5 minuti in cui non ero davanti al palazzo (ma dentro) e non ha avuto nemmeno l’accortezza di attendere che venisse chiamata la persona responsabile, nonostante gli sia stato detto che eravamo entrambi nel palazzo e quindi il tutto è rimandato al 9 marzo*

ovvero

Piccole sfighe quotidiane

ovvero

se non fossi il signore che sono parafraserei il motto greco del titolo in forma di bestemmia, e ci starebbe tutta

ovvero

perlomeno ho le chiavi di casa!

[Era da un pò…]


28 Feb

…che non facevo questi orari in ufficio!
Fra meno di una decina di ore mi attaccano il gas a casa… dopodichè potrò attaccarmici io!

[Strano come a volte…]


19 Feb

… siano le cose più stupide, quelle di poco conto, marginali e che in teoria non dovresti nemmeno considerare a farti più male. Passerà anche questa, in fondo il fatto in sè è veramente una stupidaggine!
Le implicazioni lo sono un pò meno… ma sono sicuramente le mie solite paranoie. Anzi no, un’ennesima conferma delle mie certezze.
Rosico… ebbene si, rosico!

Niente di nuovo, insomma… son cose con cui convivo dai tempi delle scuole medie. Non dovrei esserci abituato? Oltretutto stavolta non c’è intenzione o velenosa cattiveria… Ma forse è proprio questo che punge!

[Song of the Week… 12]


15 Feb

Si può amare o odiare Boy George, ma gli va riconosciuto di avere scritto alcune delle più belle gemme del pop. Una delle sue ultime fatiche, lo “sfortunato” Musical *Taboo* (sfortunato in america, chiuso a broadway dopo solo 100 repliche, molto più fortunato in inghilterra, dove è nato e dove è rimasto in cartellone fisso per tre anni di seguito) è una collezione di ottime canzoni e ballate pop/rock, orecchiabili e toccanti. La storia del Musical segue la vita di Boy George, attraverso gli occhi di un giovane che lascia il paese natale per vivere nella City… dove scoprirà che l’amore “è un punto di domanda”. Da sfondo, la scena New Romantic e il Taboo, mitico locale londinese.
In America, il musical ha subito radicali cambiamenti, voluti fortemente dalla produttrice, Rosie O’Donnel, diventando una specie di biografia parallela di 2 personaggi, Il buon vecchio George e il proprietario del Taboo, l’artista e performer Leigh Bowery. La storia, già di per sè un pò confusionaria della versione inglese, diventa così spezzettata e incompleta, decretando la fine dello show.

Restano però, alcuni cambiamenti a livello musicale che secondo me funzionano. Le canzoni sono più corte, in generale, e più leggere, ma servono meglio la storia. Questa che condivido con voi oggi è una delle canzoni più belle dell’original Broadway cast recording (a mio parere). All’interno avrete modo di ascoltare pezzi di altre canzoni del musical, mischiate in canto e controcanto.

Per darvi un pò di contesto, le voci appartengono ai personaggi di Boy George, Leigh Bowery (interpretato da Boy George stesso), Marc (il ragazzo di cui George è invaghito), Marilyn (il *simpatico* cantante/travestito amico di Boy George che deve la sua fama, oltre all’amicizia con George, alla sua somiglianza con Marilyn Monroe) e Philip Sallon (voce narrante del taboo e amico di George)

Buon ascolto

[San Valechè?…]


14 Feb

Auguri a tutti i miei amori… si, si, anche tu!

[Ha tenuto le mani chiuse fino alla fine…]


12 Feb

Eppure è stata una giornata particolare oggi. Sono passato da casa mia, ho in mano i dati per i vari allacciamenti (ho rimandato le chiamate a domani, ad aver saputo cosa mi aspettava l’avrei fatto oggi) e abbiamo fatto un mini shooting per l’articolo su di loro (non riesco a pensare al mio luogo di lavoro come ad un NOI nonostante mi ci trovi discretamente) che verranno pubblicate fra un paio di mesi in cui mi si vede nei panni di un Gangsta without Da Bling e di un Guerriero giapponese senza spada (urrur soprattutto visto che avevo un kimono da camera addosso)… molto probabilmente sceglieranno di pubblicarmi in kimono (dopo aver asportato graficamente la mia enorme panza, mi auguro)

Appena rientrato ho avuto la notizia.

Mia Nonna è morta.

L’ultima dei nonni rimasti. Erano diversi anni ormai che non stava bene, dopo un paio di case di cura era da due anni fissa alla Pelucca di Sesto. Nelle ultime settimane le condizioni erano peggiorate, ormai la nutrivano esclusivamente in endovena. E dopo un paio di falsi allarmi (l’ulitmo dei quali un paio di settimane fa) oggi è successo.

Vorrei essere triste, ma mia nonna era una persona che ho cancellato dalla mia vita ben prima che cominciasse a stare male. Potrà sembrare crudele, quando mia madre mi ha dato la notizia ho pensato un “finalmente” che ho tenuto per me.
Non ho molti ricordi legati a lei. E’ sempre stata complice e succube della figlia più grande che l’ha allontanata da (quasi) tutta la famiglia, salvo poi scaricarcela addosso alle prime avvisaglie di senilità (ma alla sua pensione, a quella non voleva mica rinunciare). Non le perdonerò mai come ha fatto sentire mio padre nel corso degli anni, poco amato e trascurato, e nonostante ciò è lui che se ne è curato e preoccupato fino alla fine. E’ lui che ha combattuto per poterle fare avere le cure necessarie. Cure per le quali la sua amata figlia NON HA VOLUTO pagare (ma l’avvocato, quello l’ha pagato si). Poco amato così come ha fatto sentire noi nipoti… beh, diciamo solo pochi “fortunati”.

Di fronte alla sua morte vorrei davvero ritrovarmi con un animo nobile e un cuore enorme e luccicante e poter dire che nonostante tutto le ho voluto bene, ma già queste parole che sto buttando giù di getto sono un gesto di considerazione che non si è meritata. E il mio cuore, si sa, è pieno di polvere. Era la madre di mio padre, solo questo le ha dato un posto nella mia vita.

Addio definitivamente Lucia.

Temo proprio che non potrò evitare il funerale.

[10 anni…]


10 Feb

Certi crimini non vanno mai in prescrizione.

[Song of the week… 11]


10 Feb

E chi l’avrebbe mai detto che avrei avuto la costanza di arrivare fino a 11 settimane?

Ammetto che ho avuto un pò di difficoltà a decidere questa settimana, oddio, decidere… darmi una mossa a decidere. Stavo per metter su il post autocelebrante con le 4 versioni di “Venus as a Boy” (che prima o poi metterò su, me la tengo buona per quando non avrò tempo per altro) quando mi è capitata alle orecchie la canzone di questa settimana.

Ho sempre avuto una certa avversione per i Depeche Mode negli anni ‘80. Avversione dovuta soprattutto al fatto che piacevano moltissimo a mio fratello e, come tutte le cose che piacciono a lui, dovevano essere ascoltati a tutto volume a tutte le ore che lo si volesse o meno (per fortuna col tempo le cose sono migliorate… vive da solo, ora!). Ho cominciato ad aprezzarli nel momento stesso in cui mio fratello ha cominciato a muoversi verso altri tipi di musica, quando, insomma, mi è stata data la possibilità di scegliere se ascoltarli o meno, e, soprattutto, quando hanno smesso di fare musica francamente angosciante.

Insomma tutta questa introduzione per dirvi che state per ascoltare una canzone dei Depeche Mode, o meglio LA canzone. Ma come la tradizione vuole da queste parti NON nella sua veste originale.

Le cover bossanova-lounge-pianobar-comevoletechiamarle sono un’altra delle mie passioni. Le trvo sempre molto divertenti e rilassanti, soprattutto se cantate con voce sussurrata e con un forte accento francese!

A questo punto dovrei spendere qualche parola sul gruppo che ha inciso questa versione, ma ne so veramente poco o nulla (come spesso accade) quindi vi invito a cercarvi informazioni su di loro da soli. E’ per questo che la rete è stata inventata, no? (oltre che per il porno)
Buon ascolto

[Che poi uno si domanda…]


09 Feb

Ma non è che l’unico modo di veder riconosciuti i propri diritti è la minaccia finanziaria?
Pensateci un attimo. Quando si tratta di pagare le tasse il mio essere omosessuale non conta un accidente, i miei soldi non fanno schifo. Quando invece si tratta della mia affettività e dell’accettazione o della semplice (ma a quanto pare presuntuosa) richiesta di non essere discriminato allora no, tutti contro.
Non me ne fotte un gran nulla di minare il vostro *sacrissimo vincolo*, ma, se posso, minare le vostre entrate, quello sì mi piacerebbe un casino!

[Ma che i fantasmi vanno a chilo?….]


06 Feb